CineConsiglio #3 // Un’ottima annata – A good year (2006)

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Cosa succederebbe se da un giorno all’altro ricevessimo in eredità un casale con vigneto in Provenza, e dovessimo scegliere se abbandonare la nostra vita nella frenetica Londra per la vita di campagna oppure vendere il casale ereditato dallo zio morto? E’ questo l’incipit del film trasmesso ieri sera su Canale 5 con Russel Crowe diretto da Ridley Scott. Il protagonista del film, cosa avrà scelto?

Premetto che ho visto il film per caso, lo avevo snobbato all’epoca dell’uscita in sala e i numerosi promo trasmessi in tv in questi giorni non mi avevano colpito più di tanto. Premesso ciò, devo ricredermi. L’interpretazione di Crowe non è certo delle migliori (vedi i due capolavori, “Il Gladiatore” e “A Beautiful Mind”) ma riesce a trovarsi a suo agio nei panni di Max Skinner (si proprio come il preside dei Simpson), banchiere di successo della City londinese, che un giorno riceve la comunicazione della morte di suo zio Henry e di aver ereditato la tenuta in Francia dove passava le sue estati da adolescente.
Il primo impatto di Max con la vita provenzale è particolare. Non si trova a suo agio guidando la sua nano-macchina, si ritrova a dover combattere con scorpioni selvatici e senza un chicco di caffè per colazione. Con il passare del tempo, inizia a cambiare idea sulla vita di campagna, anche grazie all’arrivo della bella Fanny (interpretata dall’altrettanto bella Marion Cotillard), di cui si innamora. Da contorno al protagonista ci sono numerosi personaggi curiosi e allo stesso tempo unici. Dalla prosperosa sig.ra Duflot a suo marito, uomo di fiducia per la gestione del vigneto, alla cugina californiana illegittima, Christie. Per non parlare dei personaggi che fanno parte della vita londinese di Max, dalla segretaria Gemma, all’amico venditore di case Charlie.
Il film gioca molto sui ricordi del protagonista alternando scene ambientate nel presente a scene in cui Max era un bambino e andava a passare le estati a casa dello zio Henry. Ridley Scott riesce a trasportare sul grande schermo il romanzo omonimo di Peter Mayle, con estrema maestria forse anche dovuta al fatto che lo stesso Scott da più di quindici anni gestisce anche lui una vigna in Provenza.
In questo film Russel Crowe si ritrova in ogni tipo di situazione, passando da una piscina piena di letame, a fare il cameriere, e alla fine si troverà di fronte ad un bivio. Cambierà per sempre la propria vita? Esaudirà il desiderio di suo zio Henry nel gestire la vigna?

VOTO: 3-e-mezzo

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