TV// Flashforward, un’eredità pesante da gestire.

flasforward

Quando un prodotto viene associato ad un altro di grande successo, fin da prima della messa in onda, è normale che le aspettative da parte del pubblico possano essere altissime, rischiando poi di deludere la platea televisiva. Questo è quello che sta accadendo intorno alla nuova serie “eventoFlashforward. Lanciata in contemporanea mondiale (in Italia vediamo i nuovi episodi 10 giorni dopo la trasmissione USA), con un battage pubblicitario enorme, è stata fin dall’inizio paragonata alla cultissima Lost (in arrivo con la stagione finale da febbraio, anch’essa in contemporanea con gli USA).

Da un lato il paragone con una serie di enorme successo, gioca a favore della nuova serie, attirando un bacino di spettatori davvero forte, dall’altro questo potrebbe sminuire la serie stessa, essendo il pubblico lostiano abituato ad un certo tipo di trame.

Il tema centrale di Flashforward è interessante: per 2 minuti e spicci l’intera popolazione mondiale, si addormenta e va avanti (Flashforward  vuol dire proprio andare avanti) di sei mesi, vedendo cosa accadrà nelle loro vite. Il punto di partenza non sa di già visto, ed è abbastanza coinvolgente, quello che può preoccupare è lo sviluppo. Per quanto possa essere affascinante l’essere profeti del proprio futuro, è difficile sviluppare questo concetto per una stagione intera (di 25 episodi confermata proprio da un paio di giorni), o addirittura per 3/7 stagione come dichiarato dagli autori della serie.

E’ probabile anche fra sei mesi la febbre Flashforward sarà altissima e quindi mi rimangerò questo discorso, ma fin da subito si capisce che “Salto avanti” (come è stato tradotto dai doppiatori italiani durante i dialoghi tra i protagonisti….brividi….) non è Lost, che si è saputo evolvere nel corso dei suoi sei anni, trasformandosi da Survivor a uno show tra il mistico e la fantascienza.

Flashforward fin dalla prima puntata pone le basi per quella che dovrebbe essere l’ultima puntata, scoprire le motivazioni del black out. Certo in tre puntate hanno già messo in pasto altri interrogativi (chi sono e perchè alcune persone non sono “svenute”, il black out africano del 1991 era un test? ) ma il rischio di bruciarsi tutte le cartucce in 25 puntate è davvero altro.

In America e molto probabilmente anche qui da noi su Fox, la serie a partire da Febbraio verra trasmessa in accoppiata con Lost 6 (rendendo il paragone ancora piu marcato), e sarebbe curioso per lo spettatore vedere due protagonisti di Lost, un’ora prima in FlashForward (la Penny di Lost, è la moglie del protagonsita, Oliva e l’ex-Charlie avrà un ruolo prossimamente in Flash).

Un’ultima chicca. Flashforward è basato sul romanzo “Avanti nel tempo” (non provate a cercalo in libreria visto che attualmente è fuori produzione) scritto da Robert J. Sawyer….vi ricorda qualcuno?

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3 Responses to TV// Flashforward, un’eredità pesante da gestire.

  1. aiencran ha detto:

    Secondo me strizza troppo l’occhio a Lost. E rischia davvero di bruciarsi. In questo tipo di serie, il confine tra capolavoro e boiata è molto labile (Heroes insegna).
    Tra la narrazione con i flashback, due attori che vengono da Lost, l’easter egg della Oceanic Airlines e lo snocciolare interrogativi qua e là, o hai un preciso disegno in mente o rischi davvero di creare solo una copia di Lost (ovviamente in senso lato).

    Lost, per quella che è la sua storia e la sua evoluzione, è ancora tutta un’altra cosa. 🙂

  2. Matteo ha detto:

    Lost può piace o no, ma rimane IL telfilm per eccellenza, fra 20 anni sarà ricordato ancora…

  3. aiencran ha detto:

    Infatti. E’ stata una di quelle serie che innovative sotto molti punti di vista: una serie corale, uno stile narrativo innovativo (leggasi flashback/flashforward), autoreferenziale, con una sua “mitologia” ben delineata, in cui le chiavi di lettura di ogni scena possono essere molteplici.

    Ne dovrà passare di acqua sotto i ponti prima di eguagliarla 😛

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